Il termine NEET (Not in Employment, Education or Training, ossia “né lavoro, né studio, né formazione”) si riferisce insolitamente a cosa una persona non sta facendo.

NEET è un modo per classificare ciò che non è classificato e non deve essere inteso in senso negativo. In genere si tratta di persone giovani che possono essere considerate disimpegnate nei confronti della società, poiché spesso l’impegno sociale di ciascuno è misurato con il suo apporto “produttivo” (quindi, lavorando, studiando e formandosi). Negli ultimi anni sono stati incontrati migliaia di giovani NEET e, per l’esperienza di quanti ci lavorano insieme, sono complessivamente delle persone incredibili. Sono figli e figlie, sorelle e fratelli spesso affettuosi. Sono anche quasi sempre spiritosi, furbi e geniali. Riescono a sopravvivere in ambienti violenti e spesso sono anche capaci di un fantastico lavoro di squadra.

Certamente non sono “angeli”, ma se vogliamo intervenire in loro favore e quindi sostenerli – e metterli in condizione di essere considerati soggetti attivi – c’è una cosa preliminare che dobbiamo verificare, ossia come li consideriamo. Chi interviene socialmente in loro favore non può che considerali straordinari; ma per stimolare la loro capacità di riuscita sociale è necessario utilizzare al meglio delle metodologie adeguate per favorire lo sviluppo del loro potenziale. Ciò che segue è una proposta metodologica che si muove in questa direzione, continuate a leggere.

 

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Chi sono questi NEET?

NEET è un acronimo per not in employment, education or training (“né lavoro, né studio, né formazione”) ed è usato per indicare la situazione in cui versano gruppi giovanili – in genere in età compresa tra i 15 e i 24 anni – in Italia, in Europa e nel mondo.

Questo acronimo nacque alla fine degli anni ’80 nel Regno Unito, dove si cercò, in modo alternativo, di definire i giovani i base ai cambiamenti avvenuti nelle politiche riguardanti le indennità di disoccupazione. Da allora, nelle politiche della UE è cresciuto l’interesse nei confronti dei NEET e definizioni analoghe di questo gruppo sono state create in quasi tutti gli Stati membri. Il concetto di NEET serve a comprendere meglio la condizione vulnerabile dei giovani e a monitorare meglio il loro problematico accesso al mercato del lavoro.

La definizione di NEET adottata dal Comitato per l’Occupazione della Commissione Europea (EMCO) include i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che sono disoccupati o inattivi, come da definizione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), e che non seguono corsi di istruzione o formazione. La definizione è stata applicata da Eurostat per aggregare dati statistici concernenti a questa tipologia giovanile, e successivamente introdotto come uno specifico indicatore sociale nella Strategia Europa 2014-2020.

La disoccupazione giovanile è una delle principali sfide della politica europea per l’occupazione: il tasso medio di disoccupazione giovanile nell’UE è attualmente ben oltre il 23% (23,5% nella UE a 27 secondo i dati Eurostat del febbraio 2013). Nel 2011, la quota di giovani catalogabili come NEET, ammontava al 12,9% della popolazione giovanile in età compresa tra i 15 e i 24 anni (UE 27); percentuale che corrisponde approssimativamente a 7,5 milioni di giovani. La classe di giovani in età compresa tra 25 e 29 anni ammontava al 20% del suo totale di riferimento, corrispondente, in valori assoluti, a 6,5 milioni di unità.

Cfr. Eurofund next