Esempio di buona prassi

Bernardo

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Bernardo ha 17 anni; attualmente è disoccupato ed è molto scoraggiato rispetto alle sue prospettive di lavoro. Gli piacerebbe fare il meccanico perché ha imparato molto in merito alla manutenzione delle automobili da suo cugino. La scuola gli piaceva perché “si rideva un sacco” e poteva “vedere gli amici”, ma non ha superato nessun esame.

Ha detto che all’epoca non gli importava, ma ora si rammarica di non avere qualifiche, di “non ritrovarsi niente” e di essere “annoiato e solo”. Ha detto di aver usato spesso internet per cercare lavoro e corsi di formazione.

 

Esempio di strategia per interagire con questo ragazzo

  1. Spiegare a Bernardo cosa si intende per “definizione degli obiettivi”, che gli permetterà di pianificare razionalmente i passi che deve fare per raggiungere i suoi obiettivi professionali. (per maggiori informazioni su come gestire questo processo si rimanda al Modulo 6 – Sviluppo delle capacità personali).
  1. Supportare Bernardo nella ricerca di un corso di formazione adatto a lui sapendo che è bravo nella manutenzione delle automobili, quindi identificate i requisiti iniziali per il corso in questione. Bernardo ha già dichiarato che usa internet per cercare lavoro, quindi va incoraggiato in tale direzione, ma non bisogna fare la ricerca per lui; è importante che il/la giovane abbia piena padronanza della sua esperienza di definizione degli obiettivi, perciò il ruolo dell’insegante/operatore sociale è quello di guida e di supporto e non di sostituzione).

 

  1. Se sono richieste delle qualifiche scolastico/professionali per accedere ai corsi, occorre identificarle insieme e promuovere/fare i passi necessari per ottenerle. Sono disponibili? Quando? Dove? Bernardo può intanto fare domanda per accedere al corso ? Oppure occorre aspettare. Ci sono dei costi? Ci sono strade alternative per ottenere i requisiti di ingresso? È disponibile un sostegno istituzionale (borse lavoro)?
  1. Stabilire insieme (possibilmente) un piano d’azione, a partire dalla situazione attuale di Bernardo, fino a quella desiderata; questa può implicare la definizione di 3-4 diversi obiettivi per raggiungerla. Se i passaggi dalla situazione attuale a quella desiderata sono molti, è preferibile definire molti piccoli obiettivi che un grande obiettivo che necessita di molti passaggi. Questo permette al/la giovane di andare avanti a piccoli passi e contribuisce a rendere più gestibile l’intero processo. Stabilire un piano d’azione (possibilmente insieme a Bernardo) garantisce che ciascun passaggio sia: Specifico, Misurabile, Attuabile, Realistico e Tempestivo (SMART); perciò non ha senso fissare obiettivi irrealistici o vaghi che potrebbero incidere sull’autostima o sulla motivazione di Bernardo.

 

  1. Controllare regolarmente i progressi di Bernardo; sulla carta obiettivi e passaggi da perseguire possono sembrare abbastanza facili, ma potrebbe non essere così. Dopo aver definito la motivazione iniziale e pianificato un obiettivo, occorre monitorare/supportare la capacità di andare avanti di bernardo, per evitare che fattori esterni possano frenare/arrestare il percorso.
  1. Se è necessario rivedete tutti i passaggi effettuati/da effettuare; battute d’arresto e cambiamenti di circostanze possono rendere irraggiungibili alcuni passaggi e questo può incidere sul progresso di Bernardo.
  1. Non lesinare rassicurazioni ed elogi a Bernardo quando vengono completati i singoli passaggi. Egli rafforzerà la sua motivazione a proseguire. Riconoscere sempre i progressi in corso e mettete in risalto il viaggio che Bernardo sta meritatamente compiendo per raggiungere il proprio obiettivo.

 

Selezionate uno dei seguenti casi di studio e identificate i passi che come insegnanti/animatori potremmo fare per aiutare la persona in questione.

Carla

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Carla vive in una cittadina della contea di Meath. È stata iscritta a un corso professionale, ma l’ha abbandonato perché, oltre alle difficoltà di trasporto, ha subito in diverse occasioni la frustrazione di viaggiare fino alla scuola per scoprire che le lezioni erano state annullate. Insieme a un amico, che come lei ha finito per lasciare il corso, aveva dovuto aspettare fino a sera l’autobus che l’avrebbe riportata a casa. I suoi genitori e tutta la famiglia erano molto scoraggiati dalla situazione. Per questa ragione, la sorella minore di Carla ha rifiutato l’idea di frequentare un corso professionale e ha optato invece per un “lavoro senza formazione” in un magazzino di imballaggio di verdura nel suo villaggio natale. L’intera famiglia è rimasta molto scettica sui corsi professionali in generale.

 

Susanna

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Susan è una ragazza di 19 anni che ha frequentato un liceo. Lo ha abbandonato a 16 anni con scarse qualifiche, senza aver superato esami di matematica e di inglese. La scuola non le piaceva ed era stata contenta di lasciare, ma ora dice che le piacerebbe tornarci… Il lavoro non è mai stato piacevole o facile come si aspettava.

Susanna ha lavorato in un fast food locale ma lo odiava e aveva la sensazione di essere trattata malissimo. Poi ha lavorato in un ristorante dopo una veloce formazione di base e si è trovata molto meglio, ma è stata licenziata a causa di tagli al personale.

Si è iscritta ad una scuola superiore e l’ha frequentata per un anno e mezzo; il primo anno l’ha seguito interamente, era appassionata alle materie sportive. Il secondo anno ha abbandonato, poiché il corso le sembrava troppo duro. A metà anno sentiva che non ce l’avrebbe fatta a seguitare e infatti ha lasciato la scuola.

Attualmente Susanna non lavora e non studia. Vive con il suo ragazzo, anche lui disoccupato. In futuro avrebbe voluto fare la badante e sarebbe stata interessata a tornare al college se avesse trovato il corso giusto, ma la sua prima priorità è quella di trovare un lavoro.

 

Gianna

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Gianna ha 19 anni. A 15 ha lasciato la scuola due mesi prima della fine dell’anno perché era rimasta incinta e, benché si aspettasse il massimo dei voti in diverse materie, in realtà sono stati mediamente molto bassi.

La sua situazione è diventata più difficile perché ha rotto il rapporto con il padre e la matrigna ed è dovuta andare a vivere con la madre.

Inizialmente ha chiesto il “sussidio al reddito”, ma in seguito ha trovato un impiego in una casa di riposo, con l’idea, che l’ha accompagnata per un certo tempo, che quello sarebbe stato il suo lavoro. Anche questo lavoro si è interrotto, soprattutto a causa del rapporto violento che aveva con il suo partner. Per interromperlo si è trasferita un una nuova cittadina. Gianna in questa cittadina ha incontrato un altro partner, intraprendendo una nuova ricerca di lavoro ma è rimasta incinta. Ora vuole studiare e superare gli esami, e prendere una qualifica.

Gianna è tuttora interessata al lavoro di cura e comprende le sfide del ruolo che esso prefigura. Il suo interesse iniziale in questo campo è nato quando si occupava della nonna. La sua ambizione è quella di diventare una manager nell’assistenza agli anziani.

 

Leo

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Leo ha 17 anni e attualmente è senza casa e senza lavoro. A scuola si è trovato bene. Ha lasciato alla fine della scuola secondaria [in UK è la scuola dai 12 ai 16 anni, ndt] dopo aver concluso con successo un corso settimanale di carpenteria e rivestimenti edilizi al College of West Anglia (COWA), parallelamente agli esami, che ha passato in inglese, matematica e scienze. L’aver concluso con successo il corso settimanale gli ha dato diritto a un posto garantito al COWA per intraprendere il percorso verso il diploma di carpenteria.

Leo ha completato i primi tre mesi del corso di diploma, ma è stato “buttato fuori”. Gli è stato chiesto di lasciare a causa della scarsa frequenza. Si è sentito “distrutto” da questo, perché la sua scarsa frequenza era dovuta al fatto di “essere senza casa”. Anche se aveva ricevuto diversi richiami, non gli sembrava che qualcuno avesse capito la sua situazione. Non voleva per timidezza dire che non aveva una casa stabile.

Dopo aver lasciato il college, Leo ha cominciato a lavorare a tempo pieno con suo nonno nel campo dei rivestimenti in edilizia. Ma il lavoro è durato solo due settimane, dopodiché il nonno gli ha dato il benservito. Per Leo il problema principale era che trovava “veramente dure” le condizioni di un lavoro da svolgere a tempo pieno, soprattutto quella di doversi alzare ogni giorno alle 6,30.

Leo sta cercando di trovare posto di lavoro in una casa per anziani o minori, e questa è la sua priorità immediata. È molto frustrato, perché sa cosa vuole, che tipo di lavoro sta cercando, ma sente di non avere nessuno che lo sostenga in questa ricerca. Ha capacità di accedere a internet, ma finora non ha pensato di usare la rete per cercare un lavoro.next