Un recente lavoro svolto nelle scuole di alcuni quartieri di Londra ha cercato di identificare quali pratiche avessero in comune gli esempi di servizi efficaci per intervenire con i giovani. In totale, sono emersi nove elementi chiave che caratterizzano i servizi migliori, anche se non tutti gli elementi sono presenti in ogni singolo caso.

Servizi efficaci di formazione per i NEET

Modello tratto dalla presentazione della conferenza “Towards Zero NEETs: A model for effective flexible college provision” Chris Heaume, Chief Executive, Bally Sappal, AAP Project Manager, and Julie Conalty, Consultant, Central London Connexions.

 

 

Si ritiene che i quattro elementi più importanti siano i seguenti:

Accordi di partnership: sono considerati essenziali; per esempio, per assicurare servizi di ampia portata, per contribuire al miglioramento delle singole agenzie e per delegare i servizi. È importante anche coinvolgere le persone giuste, creando il corretto equilibrio tra quelle che lavorano a livello strategico e quelle che lavorano a livello operativo (anziché, come può capitare, troppe di livello strategico). Spesso coloro che intervengono nel campo giovanile, a qualsiasi livello, costituiscono dei partner fondamentali per sviluppare altri interventi. Ma non basta per essere incisivi nell’intervento con i giovani un semplice accordo di partnership tra strutture del settore, anche se con una buona esperienza alle spalle. Le attività che si intende svolgere in virtù dell’accordo devono essere in seguito opportunamente monitorate e valutate in modo che possa far tesoro degli errori e delle criticità che inevitabilmente emergeranno. Il loro superamento permette di continuare l’intervento iniziato e a portare avanti una strategia coerente.

 

Gestione e organizzazione efficienti: le migliori pratiche hanno luogo quando l’intera struttura di gestione della scuola è stata coinvolta nel lavoro con i NEET, in modo che questo tipo di servizio sia programmato e finanziato come parte integrante del curriculum.

A questo riguardo, spesso il rischio maggiore è dato dalla mancanza di finanziamenti sufficienti. Le scuole necessiterebbero di finanziamenti più sicuri e costanti per i servizi rivolti ai giovani svantaggiati – e tra questi i NEET potenziali – anche utilizzando (laddove possibile) altre fonti per risorse supplementari. Un altro elemento importante di una gestione efficace è rappresentato dallo sviluppo costante di personale in grado di fornire i servizi rivolti ai NEET.

 

Apprendimento personalizzato: è il servizio migliore appare flessibile e rispondente alle esigenze individuali; spesso ricorre in prima istanza all’apprendimento non formale. Ciò si riflette nella progettazione di un servizio adeguato, che dovrebbe mirare ad affrontare prioritariamente gli elementi più adatti a supportare la memoria, lo sviluppo del gruppo di pari e il coinvolgimento.

È stato citato l’esempio di un corso di “sfida di competenze”, con tre distinti punti di ingresso nel corso dell’anno e con la possibilità di far avanzare rapidamente coloro che si mostravano in grado di passare a un servizio più tradizionale.

 

IAG e percorsi di progressione: i corsi devono avere mete chiare che siano significative per i partecipanti; questo di solito implica una progressione al livello 2 o superiore nelle competenze professionali e funzionali, che comprende elementi di capacità di sviluppo personale e sociale. La progressione è più evidente nell’insieme del partenariato che nella singola istituzione. Sorvegliare con attenzione gli abbandoni (per esempio comunicandone i dettagli a Connexions [rete di agenzie rivolte principalmente ai NEET: http://www.connexionslive.com/ ndt]) può essere fondamentale per fare in modo che questi giovani siano subito nuovamente coinvolti.

Gli altri cinque elementi identificati nella ricerca sono: raggio d’azione, marketing e reclutamento; valutazione e revisione; sostegno ai formatori/trici; celebrazione dei successi; monitoraggio e valutazione.

 

“Dalla nostra esperienza” – Contributi dei partecipanti

Le seguenti osservazioni nascono dall’esperienza nel settore del lavoro sociale con i NEET. Non vengono presentate in un ordine particolare, ma sono fondamentali per coloro che supportano tutti i colleghi impegnati a ridurre il numero dei giovani classificati come NEET.

NEET: chi sono? Come avvicinarli?

  • Alcuni giovani presentano atteggiamenti negativi nei confronti della scuola che risalgono al tempo della scuola primaria.
  • Alcuni di coloro che sono classificati come NEET sono sicuramente impegnati in lavori dell’economia sommersa, spesso ai confini della legalità.
  • Gli animatori giovanili indipendenti lavorano il più delle volte con gruppi di giovani uomini. Probabilmente è necessario un approccio di tipo diverso per coinvolgere le ragazze, che sono più difficili da avvicinare e che raramente si trovano in strada.
  • Spesso il passaparola si dimostra il metodo di reclutamento migliore per i programmi rivolti ai NEET.

Scuola e offerta formativa

  • La struttura dell’autorità scolastica agisce da deterrente per molti di coloro che sono a rischio di abbandono. La risposta tipica è di collocarli in gruppi distinti e separati, cosa che in alcuni casi può rafforzare il senso di alienazione.
  • Le istituzioni creano spesso ostacoli inutili a causa della loro eccessiva rigidità, mentre si tratta di essere più creativi per incoraggiare i giovani a impegnarsi nuovamente, a resistere alla tentazione di abbandonare o a progredire ulteriormente.
  • L’istruzione professionale offre opportunità per un più attivo impegno reciproco tra studenti e insegnanti.
  • C’è spesso l’affermazione istintiva che i giovani NEET hanno bisogno di un’offerta formativa più professionale e pratica. Tuttavia le prove a sostegno della tesi che questo tipo di formazione migliorerebbe le loro prospettive di accesso diretto al mercato del lavoro sono deboli.
  • Puntare a plasmare i servizi offerti ai giovani dalle amministrazioni locali – e di quanti intervengono nel settore – può contribuire a fare in modo che essi soddisfino i bisogni di gruppi diversi. Tuttavia ciò non si adatta facilmente alle necessità dei NEET, in quanto – in genere – gli schemi di intervento e dell’offerta formativa erogata dalle amministrazioni locali è altamente centralizzato e procede dall’alto verso il basso. Occorrerebbe invertire le traiettorie o quanto meno renderle flessibili alle necessità dei giovani NEET.
  • È necessario analizzare a fondo i sistemi di sostegno nelle scuole per giovani a rischio di abbandono. Il modello tradizionale dell’insegnante o tutor fisso che dà continuità e stabilità al percorso formativo sembra oggi meno frequente.
  • Allo stesso modo, troppa enfasi sui corsi professionali può negare ai giovani l’opportunità di perseguire materie più tradizionali, cosa dalla quale molti potrebbero trarre vantaggio.
  • I “corsi di prova” si sono dimostrati efficaci nell’incoraggiare le domande di iscrizione ai corsi.
  • Il tipo di servizio che funziona meglio comprende programmi brevi, intelligenti e fantasiosi basati sugli interessi dei giovani e su temi popolari di attualità.

Problemi socio-economici

  • L’impatto della recessione potrebbe significare che attualmente stiamo cercando di coinvolgere delle persone giovani in un sistema che ha uno scarso valore immediato nell’odierno mercato del lavoro.
  • Per incoraggiare la partecipazione, le scuole dovrebbero poter fornire forme di sostegno (trasporti, prima colazione, etc.); per le quali è spesso difficile assicurare un finanziamento adeguato.
  • Le informazioni riguardanti l’accesso ai fondi speciali variano molto all’interno del sistema.
  • Le motivazioni delle famiglie dei giovani NEET spesso appaiono contrarie al coinvolgimento dei loro ragazzi nell’educazione e nell’istruzione, perché non vedono l’ora che trovino un lavoro.
  • I giovani percepiscono un chiara disparità tra la formazione offerta dai datori di lavoro e quella standard scolastica, a causa dei salari che (possono) percepire i primi rispetto ai secondi.
  • L’introduzione di un “passaporto” assistenziale per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni in una situazione di bisogno (che dia, per esempio, pasti e trasporti gratuiti) potrebbe essere di sostegno ai giovani.

Tratto da Tackling the NEET’s problem, Published by LSN 2009

http://www.ioe.ac.uk/tacklingneets.pdf [link originale non funzionante, sostituito con questo, ndt]next