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I PERIODI DELLO SVILUPPO DI PIAGET

Piaget ha descritto lo sviluppo in termini di cambiamenti successivi nel modo di pensare dei bambini. Secondo a sua teoria, i bambini passano attraverso tre periodi di sviluppo, ciascuno dei quali è caratterizzato da un diverso modo di pensare.

 

Età Periodo di sviluppo Strutture cognitive
Dalla nascita a 2 anni Senso-motorio I bambini comprendono il mondo attraverso la percezione e l’azione. In questo periodo le abilità si espandono, tanto che all’età di due anni i piccoli possono combinare intenzionalmente le loro azioni.
Da 2 a 11 anni Sottoperiodo pre-operatorio concreto I bambini padroneggiano in modo indipendente le abilità acquisite. Sono in grado di creare rappresentazioni mentali degli oggetti e di immaginare azioni a essi collegate. Il pensiero è egocentrico (centrato su di sé).
Da 7 a 11 anni Sottoperiodo operatorio concreto I bambini sono capaci di pensiero logico. La loro immaginazione è vincolata dalla realtà ed essi sono in grado di eseguire operazioni logiche su oggetti concreti.
Da 12 anni all’età adulta Operatorio formale I bambini sviluppano l’abilità del ragionamento astratto.

Secondo Piaget, nell’adolescenza lo sviluppo cognitivo implica:

  • movimento dal pensiero concreto a quello astratto;
  • diminuzione del pensiero egocentrico.

Prima dell’adolescenza, il pensiero del bambino è concreto. L’acquisizione delle capacità di ragionamento formale permette agli adolescenti più grandi (dai 15 anni in su) di pensare ai molti possibili risultati di una situazione che attualmente non esiste. Possono costruire possibilità e valutare probabilità. Immaginate, per esempio, di ipotizzare la situazione di una gravidanza adolescenziale. Un/a adolescente con abilità di ragionamento formale potrebbe (con l’opportuna assistenza) provare a riflettere su tutto ciò che implica prendersi cura di un neonato.

La transizione completa dal pensiero concreto a quello operatorio formale avviene tra gli 11 e 14 anni. Secondo Piaget e altri teorici cognitivi, la predominanza del pensiero egocentrico in questo periodo porta a particolari idee e comportamenti, tra i quali:

  • imbarazzo;
  • il pubblico immaginario: la sensazione che le proprie azioni e il proprio aspetto siano costantemente sotto osservazione;
  • la favola personale: l’idea che i propri pensieri e sentimenti siano esperienze uniche;
  • senso di invulnerabilità, che porta a comportamenti a rischio.

Condividendo le esperienze con i propri pari, gli adolescenti imparano che molti dei loro pensieri e sentimenti sono comuni praticamente a tutti. Capire questo li aiuta a sentirsi meno unici – o meno “anormali” – e più simili agli altri. Il pensiero egocentrico della prima adolescenza diminuisce quindi all’età di 15 o 16 anni.

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